L’ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA è ottenuto da
mosti di uve provenienti da vitigni di Lambrusco, Ancellotta, Trebbiano,
Sauvignon e Sgavetta, coltivati nella Provincia di Modena, nella
zona compresa tra la valle del fiume Secchia fino alla sinistra
del fiume Reno.
E’ vietata l’utilizzazione di mosti addizionati di qualsiasi addittivo
e sostanza. La cottura del mosto deve avvenire a fuoco diretto in
vaso aperto, dopodiché il concentrato ottenuto è sottoposto
a fermentazione zuccherina e acetica senza addizione di altre sostanze
fatta eccezione dell’eventuale innesto con colonie batteriche note
con il nome di "MADRE".
L’acetificazione avviene poi in botti di legno di rovere, castagno,
frassino, ciliegio e gelso disposte in "batteria" da 5/6 barili.
Dopo alcuni anni d'invecchiamento, nella stagione fredda, avviene
l'operazione detta di "rincalzo". Dal barile più piccolo
si toglie una piccola quantità di aceto maturo che viene
sostituita dal prodotto estratto dal barile che precede in batteria,
così fino al barile piu' grande che viene rincalzato dal
mosto cotto dell'anno in corso.
L’acetaia generalmente è collocata nel sottotetto per avere
la giusta escursione termica, caldo in estate e freddo in inverno,
che favorisce la maturazione, l’affinamento e l’invecchiamento del
prodotto.
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Per garantire che la produzione di ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE
DI MODENA sia effettuata secondo le regole dettate dal "Disciplinare
di produzione" e' nato il CONSORZIO TRA I PRODUTTORI DI ACETO BALSAMICO
TRADIZIONALE DI MODENA.
Detto Consorzio non si occupa della commercializzazione del prodotto
ma solo del controllo della qualità affinché possa
fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) ACETO
BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA .
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